Abstract
Un ufficiale emiliano inviato a Rodi nell'estate del 1943 racconta nel suo diario il crollo dell'Italia fascista e il dramma delle truppe abbandonate al loro destino sui fronti di guerra più sperduti, come quello dell'Egeo. L'armistizio dell'8 settembre porta allo scontro coi tedeschi, che hanno la meglio e imprigionano il tenente, determinato a non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Destinato a essere deportato nei campi di internamento del continente, nel febbraio 1944 riceve il congedo e continua da civile a lavorare per il Governo, restando sull'isola - non senza difficoltà e patimenti - fino all'estate del 1945. Rimpatriato sul finire di luglio, trascorre oltre un mese in un campo di prigionia inglese a Taranto prima di poter finalmente tornare a casa, ricongiungendosi così all'amata moglie e al figlio nato non molto tempo prima della sua partenza per Rodi.
Tipologia testuale
Diario
Consistenza
226 p.
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Fotocopia originale: 1
Allegati
Tempo della scrittura
1943 -1945
Estremi cronologici
1943 -1945
Provenienza geografica
Modena/provincia
Soggetti
Parole chiave
Eventi straordinari
Luoghi del racconto
Anno
2025
Premio Pieve
Finalista
Collocazione
DG/25
Sezione
Conc/2025