Abstract
Una donna romana racconta le molte difficoltà della sua vita, affrontate fin dall'adolescenza: la separazione dei genitori e la forte mancanza della madre, una carriera scolastica faticosa, l'impossibilità di frequentare l'Università e un equilibrio interiore che si spezza quando la mamma muore prematuramente. Ricoverata in clinica, una volta dimessa vive a casa del padre, dove ritrova la serenità perduta. Ma questa nuova stabilità è destinata a infrangersi quando perde anche il padre e - nonostante i tentativi di reazione - le sue inquietudini tornano a prendere il sopravvento e si ritrova sempre più isolata, senza lavoro e senza più sostegno assistenziale. Ormai priva di un’indipendenza economica, spossata dalle cure farmacologiche che le vengono prescritte, si ritrova smarrita e priva di tutto. Senza un posto dove stare, si arrangia come può e per cinque anni sopravvive grazie a una rete di assistenza per persone bisognose. Un nuovo ricovero ospedaliero è il preludio al trasferimento in una comunità riabilitativa, dove trova un ambiente professionale e umano che contribuisce a restituirle un nuovo slancio vitale.
Tipologia testuale
Memoria
Consistenza
40 p.
Circostanze di produzione
Motivi personali
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 3
Tempo della scrittura
2024 -2024
Estremi cronologici
Inizio presunto: 1975-1980
Fine: 2021
Provenienza geografica
Roma
Soggetti
Parole chiave
Luoghi del racconto
Anno
2025
Premio Pieve
Finalista
Collocazione
MP/25
Sezione
Conc/2025