Migliaia di pagine scritte a mano, soprattutto lettere scambiate tra i membri di una vasta ed affiatata famiglia: dagli scritti ottocenteschi del capostipite Henri, fino ai carteggi dei primi decenni del Novecento tra i suoi nipoti, i fratelli Carlo, Mario, Marta, Maria Anna. In mezzo la prima guerra mondiale, con le sue dolorose ripercussioni ed i suoi lutti, il dopoguerra, la vita negli States, l’amore, la musica, il tutto arricchito da foto, poesie e romanzi. Una testimonianza splendida nella forma e nei contenuti che richiedeva, secondo la volontà dell’ultima esponente della famiglia, di essere “salvata”.
L'innocenza dell'infanzia va progressivamente perdendosi nel fisiologico avanzare dell'adolescenza e della giovinezza. La scrittura diretta del diario o della lettera ci porta dentro il sentire dei giovani millennial, ci fa percepire il "ritmo" dei vari passaggi e la fatica del crescere.
Nella concitata attesa di notizie seguita all'annuncio dell'armistizio di Cassibile, un giovane militare assiste alle aspettative deluse di un intero paese: la gioia per la fine della guerra, ritenuta ormai prossima, si tramuta in paura dell'occupante tedesco e la fuga sembra l'unica opportunità di salvezza. Inizia così il racconto di un viaggio attraverso un'Italia distrutta dal conflitto, verso l'agognato ritorno a casa.
Estremi cronologici
1943
-1944
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 1945-1946
Fine presunta: 1946-1950
Uno studente universitario si trasferisce a Chieti per motivi di studio e affronta una difficile convivenza con i coinquilini, caratterizzata da conflitti ed esclusione a motivo delle sue difficoltà nell'interazione sociale. Questa negativa esperienza lo porta a trasferirsi in un nuovo appartamento, dove trova un clima più sereno. Nonostante questo, i ricordi della precedente convivenza continuano a condizionare il suo benessere. Il racconto mette in luce il peso dell’esclusione sociale e le difficoltà relazionali per una persona autistica.