Una pensionata veneta inizia a scrivere il suo diario alla soglia dei sessanta anni, quando, ormai libera da impegni familiari e con i figli ormai adulti, trova tempo da dedicare ai suoi pensieri. Riacquista la voglia di vivere, fa viaggi, va in palestra, frequenta l'Università della Terza età, scrive poesie.
Riflessioni di un'insegnante pugliese, madre di tre figlie e disoccupata. Impiega il suo tempo a leggere, riflettere e colloquiare con le figlie adolescenti, e attraverso la scrittura comunica la sua filosofia di vita.
Ricordi dell'infanzia di una bambina destinata, negli anni Sessanta, alla vita domestica, vissuta nel ricordo dell'adorata madre. Una giovinezza in graduale emancipazione, economica e culturale, che culmina nel matrimonio, contratto a diciassette anni.
L'autrice presenta questo viaggio nelle vicissitudini della sua genealogia come una personale necessità "Per recuperare la memoria storica della mia famiglia e mia"; e nel rievocare le vicende famigliari rievoca anche le piccole e grandi vicende che hanno caratterizzato la quotidianità del nostro popolo nel corso del Novecento.
Il diario donatole dalle nipoti permette a una donna di ripercorrere oltre ottant'anni di vita vissuta. Dalla paura della Seconda Guerra Mondiale alle difficoltà di ricostruire una quotidianità nell'Italia postbellica, dal primo amore al matrimonio e al trasferimento in una nuova realtà, dalla gioia della maternità al dolore della perdita, una vicenda esistenziale riletta attraverso la lente dell'età senile, tra i grandi cambiamenti e i piccoli aneddoti che rendono unica ogni esistenza.
Estremi cronologici
1930
-2010
Tempo della scrittura
2009
-2010
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Originale autografo: 1
Fotocopia originale: 2
Allegati
Fotografie