Nella prima parte del racconto l'autrice, insegnante in pensione, rievoca ricordi legati alla città di Siracusa e in particolare di Ortigia negli anni Cinquanta e Sessanta intrecciandoli con le vicende della sua vita e della sua generazione. L'ultima parte è dedicata al periodo successivo al trasferimento in Calabria e alla descrizione del nuovo ambiente e nuovo distacco dalle radici.
Una donna ricorda un negozio torinese per il quale la madre lavorava negli anni Trenta realizzando confezioni tessili. Il negozio non esiste più, ma resta vivo nella sua memoria.
Estremi cronologici
Inizio presunto: 1931-1939
Fine presunta: 1944-2022
Una donna racconta la propria esperienza lavorativa in un borgo valdostano, dove apre una bottega nei primi anni Duemila. Nonostante la determinazione e l'impegno, la sua attività e i suoi progetti per ridar vita al luogo incontrano molti ostacoli. Dopo quattro anni, cede non senza rimpianti il negozio e si trasferisce in una località di mare.
Una donna marchigiana, nata nei primi anni Quaranta in una famiglia contadina, ripercorre la propria vita a partire dall'infanzia, segnata dalla prematura scomparsa del padre. La madre avvia un'attività commerciale e al commercio dedica anche lei, insieme al marito e ai parenti, tutta la sua vita lavorativa. Diverse le difficoltà, personali e familiari, che la mettono alla prova nel corso degli anni, fino al lutto che chiude il suo racconto: la morte dell'amata madre.