Durante la Seconda guerra mondiale un maresciallo dei Carabinieri è in servizio sul fronte jugoslavo e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 è preso prigioniero dai tedeschi. Internato nei campi del Terzo Reich dell'Europa centrale - raggiunti viaggiando a piedi, in treno e anche lungo il Danubio - nei lunghi mesi di prigionia racconta dettagliatamente le proprie condizioni di vita. Terminata la guerra, attende il rimpatrio fino all'estate del 1945.
Un militare in servizio in Croazia al momento dell'armistizio dell'8 settembre 1943 viene preso dai tedeschi dopo un tentativo di sfuggire alla cattura e internato in Austria. Sottoposto a dure condizioni di lavoro, soffre per la fame, il freddo e le numerose privazioni subite. Suonatore di violino, partecipa a esibizioni musicali anche al di fuori del campo di prigionia come maestro di orchestra.
Estremi cronologici
1943
-1945
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 1943-1945
Fine presunta: 1960-1969
Un giovane campano presta servizio militare alla metà degli anni Trenta e viene richiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale, servendo sia in Italia sia nei territori della ex Jugoslavia. Ferito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, è ricoverato a Roma e trascorre i lunghi mesi di convalescenza nella capitale, in pericolo per i continui bombardamenti e in pensiero per la famiglia lontana.