Un militare della Grande Guerra tiene un diario nei due anni passati al fronte. Per scrivere liberamente le parti più intime o compromettenti ricorre alla crittografia, rendendole così indecifrabili agli occhi di un superiore che si fosse impossessato del taccuino.
Un uomo di origine sammarinese nato in Italia sul finire dell'Ottocento scrive un resoconto della propria vita dall'infanzia ai settant'anni circa. Contadino e lavoratore fin da piccolo, combatte la Grande Guerra e subisce le conseguenze dei bombardamenti nel secondo conflitto mondiale. Sposatosi negli anni Venti, è padre di tre figli e nonno di diversi nipoti, alcuni dei quali nati e cresciuti all'estero, dove i genitori sono emigrati.
Nel luglio 1915 un giovanissimo militare affida a un diario il racconto di un'epopea bellica che diviene ogni giorno più spietata. Pagina dopo pagina i canti intonati insieme ai commilitoni, alimentati dalla speranza di poter presto tornare alle proprie case, cedono il posto alla cronaca delle battaglie consumatesi sull'Isonzo contro l'esercito austro-ungarico. Dal gas asfissiante utilizzato dalle truppe nemiche negli scontri di Monte San Michele, sino al ricovero ospedaliero e al ritorno sulla linea del fronte, la storia degli ultimi mesi di vita di un uomo mentre avanza verso il proprio destino.