Un pensionato ferrarese emigra con la famiglia in Piemonte, per cercare di migliorare la propria istruzione: frequenta corsi serali di meccanica, si iscrive poi al Partito comunista e, come esponente del sindacato Cgil, lotta per i diritti dei lavoratori dell'industria chimica e meccanica. Negli anni Sessanta è eletto nel consiglio comunale del proprio paese, ma continua a seguire le attività di partito.
Una donna racconta i suoi quasi ottant'anni di vita, caratterizzati fin da giovanissima dalla militanza politica, prima tra le fila del PSI, poi del PCI e infine nel PD. Bracciante operaia, partecipa alle lotte che nei decenni del dopoguerra cambiano il mondo del lavoro e in politica conosce il marito, col quale condivide gli ideali e forma una famiglia unita e solidale.
Un genovese nato a metà Ottocento ripercorre la propria vita dall'infanzia, segnata dalla prematura morte della madre, agli ottant'anni circa. Dopo gli studi ginnasiali e il servizio militare inizia la sua carriera professionale e convola a nozze con l'amata Colomba, con la quale avrà numerosi figli. Nel corso della sua esistenza, caratterizzata da un forte sentimento religioso, deve affrontare numerosi lutti, che generano in lui forti sofferenze. La sua memoria autobiografica è accompagnata da una parte epistolare di corrispondenza familiare.