Nel 2008 un videomaker romano si reca in Bolivia con un progetto del V.I.S (Volontario Internazionale per lo Sviluppo). Mette a disposizione le proprie competenze pedagogiche e le proprie attitudini per aiutare il reinserimento dei ragazzi di strada. Si getta con entusiasmo nel lavoro ma incontra grandi difficoltà perché i ragazzi vedono nella violenza l'unico mezzo per sopravvivere, sono difficili da motivare e non rispondono agli stimoli educativi. A questi problemi si sommano le incomprensioni con gli altri operatori, anche se arrivano anche le soddisfazioni.
Appunti e diario boliviano del viaggio compiuto insieme a Giorgina Levi nell'agosto 1971
Erberto Lo Bue
Un uomo compie un viaggio in Bolivia all'inizio degli anni Settanta e appunta in un diario testimonianze e osservazioni sulla difficile situazione politica, economica, culturale e sociale del Paese. Il suo obiettivo è realizzare una pubblicazione che analizzi i dati raccolti e delinei un ritratto dello stato sudamericano.
Un uomo che opera nel settore delle organizzazioni non governative racconta di un progetto in Bolivia, messo in atto tra gli anni Novanta e Duemila, che coinvolge la zona in cui, nell'autunno del 1967, venne catturato e ucciso Ernesto "Che" Guevara. Dedicandosi al progetto, l'uomo entra in contatto con testimoni diretti degli eventi che coinvolsero Guevara prima e dopo la sua morte.
L’autrice racconta la propria vita dalla fine degli anni Cinquanta, dagli studi magistrali alle prime esperienze di insegnamento nell’alfabetizzazione degli adulti e poi come maestra dei bambini. Narra i ripetuti soggiorni in Bolivia, dove prende parte a progetti educativi e sociali rivolti a donne e comunità locali. Il racconto intreccia l’impegno professionale con le vicende personali e di salute, fino al rientro in Italia nel 2007.