Un giovane eritreo lascia il proprio Paese di origine, dove dilaga la violenza, e dopo un viaggio molto difficile giunge in Italia e si sente finalmente libero.
Dall'Eritrea andare in Italia per un futuro migliore
Almaz Ghebremedhin
Una donna eritrea arriva in Italia negli anni Settanta, allontanandosi così dal conflitto tra il proprio Paese e l'Etiopia. Vive e lavora a Roma, poi trascorre un periodo in Germania, terminato il quale rientra definitivamente in Italia. Sposata con un italiano e madre di un figlio, si è stabilita da diversi anni in Veneto con la famiglia e lavora come cuoca.
Una donna di origine eritrea trasferitasi in Italia da diversi anni scrive una riflessione personale "ambientata" in una camminata cittadina. I pensieri che le affiorano alla mente lungo il percorso abbracciano in toto la sua esistenza e hanno una forte connotazione introspettiva.
Un giovane eritreo, figlio di un militare che combatte per la libertà del proprio Paese e viene arrestato dal governo al quale si oppone, deve affrontare fin da ragazzino numerose difficoltà personali e familiari. Dopo un'esperienza drammatica di migrazione africana, arriva in Italia grazie a un corridoio umanitario ed è finalmente al sicuro. Non senza momenti complicati e ostacoli da superare, ha trovato la sua strada e lavora come mediatore culturale, aiutando i migranti.