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Ricordi di un'ottuagenaria

Bruna Pusceddu

Un'insegnante in pensione scrive le sue memorie per i figli. La famiglia è originaria della Sardegna ma si trasferisce in Veneto per il lavoro del padre, magistrato antifascista che diventa presidente del CLN di Rovigo e prefetto, dove compie gli studi. Fondamentale per la sua formazione l'influenza di Francesco Viviani, suo insegnante e amico di famiglia, morto in un lager tedesco. Lei stessa collabora ad azioni della Resistenza. Si sposa ed ha tre figli. Consegue la laurea a settant'anni perché fu costretta ad abbandonare gli studi per esigenze di famiglia.
Estremi cronologici
1927 -1970
Tempo della scrittura
2007 -2016
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Consistenza
365 p.
Collocazione
MP/17

[...] Emma mia cara

Emma Forconi , Giulio Turchi

La corrispondenza lunga oltre quindici anni di una coppia di antifascisti, il cui amore e la cui fede politica mai vacillano nonostante le innumerevoli difficoltà affrontate nel susseguirsi delle persecuzioni, la condanna al carcere e l'esperienza del confino.
Estremi cronologici
1927 -1943
Tempo della scrittura
1927 -1943
Tipologia testuale
Epistolario
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Originale autografo: 1
Formato Digitale: 1
Allegati
Consistenza
1298 p.
Collocazione
E/Adn2

[...] Dopo un mese da quel primo annuncio

Giulio Turchi

Detenuto politico e confinato, Giulio scrive un quaderno autobiografico dedicato all'amatissima moglie Emma, coraggiosamente al suo fianco in tutte le vicissitudini giudiziarie che da circa un decennio funestano la loro vita. Il racconto si concentra nell'arco di due anni, durante i quali l'uomo lascia per la prima volta il carcere e viene inviato al confino a Tremiti, per poi tornare in cella e uscire nuovamente, diretto a Ponza.
Estremi cronologici
1936 -1938
Tempo della scrittura
1939
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 4
Originale autografo: 1
Formato Digitale: 1
Fotocopia originale: 2
Allegati
Consistenza
30 p.
Collocazione
MP/Adn2

Una città di nome Lattes

Giuseppe Lattes

L'autore, dirigente d'azienda torinese, scrive la storia della sua famiglia, ebrei residenti a Torino ma originari della Francia. Il padre è un industriale, ha tre fratelli e vive un'infanzia e giovinezza serene ben inserito nella società. Durante una vacanza sulle pendici del Monte Bianco si innamora a prima vista di una ragazza. L'inizio dell'idillio per ogni coppia normale ma siamo nel 1937 e la campagna antiebraica del regime e della stampa fascista comincia ad essere più intensa e le leggi razziali impediscono l'unione tra "ariani" e "non ariani". Inizia la convivenza che porta alla nascita di una figlia, preceduta da un matrimonio clandestino, e il rap...
Estremi cronologici
1900 -1949
Tempo della scrittura
1989 -1993
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 4
Formato Digitale: 1
Consistenza
80 p.
Collocazione
MG/17

Per la mia piccola donna

Corrado Perissino

Un anarchico viene confinato a Ventotene e, dopo la fine del fascismo, trasferito in un campo di prigionia in provincia di Arezzo, prima di ritrovare la libertà sul finire dell'estate del '43. Separato dalla propria compagna, rimasta in Belgio, scrive per lei un diario nel lungo periodo in cui sono lontani.
Estremi cronologici
1942 -1943
Tempo della scrittura
1942 -1943
Tipologia testuale
Diario
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Formato Digitale: 1
Allegati
Consistenza
21 p.
Collocazione
DP/Adn2

Un diario a quattro mani - scambi epistolari autobiografi tra due anziani medici

Giorgio Bignami , Girolamo Digilio

Due medici che vivono a Roma si incontrano al Comitato Etico e diventano amici. Si scambiano mail per raccontarsi la propria vita dall'infanzia, la guerra, le scuole, le rispettive professioni. Girolamo viene dalla provincia e la sua famiglia di insegnanti appartiene alla piccola borghesia mentre Giorgio ha padre e nonno illustri medici universitari, mentre la madre è archivista in Vaticano: osservano le differenze tra le rispettive esperienze infantili dovute al diverso contesto sociale nel quale sono vissuti.
Estremi cronologici
1930 -1965
Tempo della scrittura
2012 -2016
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Consistenza
112 p.
Collocazione
MP/17

Nipoti miei immaginari

Gioietta Torricini

L'autrice è una ragazza fiorentina che grazie a capacità e determinazione riesce a terminare gli studi e a raggiungere un'affermazione nel campo del lavoro. Le pagine della sua autobiografia raccontano una vita molto intensa, piena di eventi e impegni, emozioni con risvolti anche dolorosi come quello della crisi coniugale che le provoca sofferenza e la spinge ad entrare in un doloroso percorso di analisi. Ampio spazio è dedicato alla vita del figlio e al ricordo di tutti gli eventi storici e politici, di tutti i fenomeni sociali e culturali dei vari decenni che attraversa.
Estremi cronologici
1937 -2014
Tempo della scrittura
2010 -2014
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Consistenza
846 p.
Collocazione
MP/17

[...] mamma carissima

Mario Ponzi

Mario, figlio di una lavandaia, sposa sin da ragazzo la lotta proletaria. Per il suo attivismo politico finisce sotto il torchio del Tribunale speciale e nel 1930 viene incarcerato per colpe che non conosciamo. Nel 1936 evade, lascia l'Italia e si rifugia in Francia, spostandosi da una località all'altra. Scrive soprattutto alla madre Anita, preoccupandosi di inviarle qualche sofferta rimessa sottratta ai guadagni risicati dei suoi lavori saltuari. Le sue lettere contengono sempre generose parole di rassicurazione: Mario si sforza infatti di nascondere la dura realtà della sua condizione, per regalare alla famiglia l'illusione che stia vivendo una vita digni...
Estremi cronologici
1939 -1942
Tempo della scrittura
1939 -1942
Tipologia testuale
Epistolario
Natura del testo in sede
Originale autografo: 1
Dattiloscritto: 4
Fotocopia originale: 1
Formato Digitale: 1
Allegati
Fotografie
Consistenza
50 p.
Collocazione
E/17

Qualche ricordo della mia lunga vita

Franco Mori

Una vita lunghissima e ricca, questa del nostro autore che nasce in un contesto colto e benestante dove, soprattutto grazie alla madre, la pittrice Marisa Mori, lontana discendente del Bernini, viene a contatto con importanti esponenti della nostra cultura. La passione per la psichiatria e per la psicoanalisi lo inducono, progressivamente, a riflettere sulla condizione del malato di mente portandolo ad impegnarsi attivamente per il superamento dell'istituzione manicomiale a favore di un approccio diverso, più umano e più rispettoso della persona, nei confronti della malattia mentale.
Estremi cronologici
1922 -2012
Tempo della scrittura
1922 -2012
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 1
Allegati
Consistenza
224 p.
Collocazione
MP/Adn2

Memorie di scuola e di guerra

Lirio Suvereti

Un nonno racconta al nipote gli anni della propria infanzia e giovinezza, vissute nell'epoca del regime fascista e della seconda guerra mondiale, durante la quale si impegna nella Resistenza.
Estremi cronologici
Inizio presunto: 1930-1939
Fine: 1945
Tempo della scrittura
2000
Tipologia testuale
Memoria
Natura del testo in sede
Dattiloscritto: 2
Consistenza
63 p.
Collocazione
MG/Adn2