Un militare triestino racconta la propria esperienza della ritirata di Caporetto, vissuta in prima persona tra Friuli e parte del Veneto. Le annotazioni sugli spostamenti e qualche notizia sulla guerra sono affiancate da descrizioni che forniscono l'immagine dell'entità della tragedia: paesini abbandonati o distrutti, civili disperati, profughi, soldati sbandati.
Un tenente torinese scrive un dettagliato resoconto della Ritirata di Caporetto, descritta in parte in un rapporto presentato al comandante del proprio reggimento e in parte in una memoria redatta a distanza di pochi mesi dagli eventi. La sua scrittura descrive il ripiegamento, le condizioni dei luoghi, il dramma dei profughi, lo spirito e il morale delle truppe.
I miei ultimi giorni di guerra dalla seconda metà di Ottobre alla prima metà di Novembre
Ricciardo Vaghetti
Un militare toscano racconta la ritirata di Caporetto dell'ottobre 1917. Mentre vede sfilare le prime colonne di italiani che arretrano, a sorpresa, la sua compagnia riceve l’ordine di avanzare, controcorrente rispetto alla massa di fuggiaschi, per coprire le azioni di sabotaggio dei ponti sull’Isonzo nella speranza di ritardare l’avanzata degli invasori. Con le raffiche di mitragliatrice sempre più vicine, anche Ricciardo e i suoi commilitoni cominciano a ripiegare, nella convinzione che non tutto sia ancora perduto. Da lì in poi è una sequenza serrata di avvenimenti drammatici: il cibo che comincia a scarseggiare, la marcia estenuante per scongiurare la ca...