Dall'8 sett. 1943 alla cattura del 20-3-1944 da partigiano all'estero
Giuseppe Lancisi
Dopo l'8 settembre, i militari della divisione Venezia, assegnati a un presidio del Montenegro, si trovano al centro di mille fuochi: quello dei tedeschi e degli ùstascia, improvvisamente nemici, quello dei cetnici, che vorrebbero impadronirsi delle armi italiane, quello infine dei partigiani di Tito, che cercano degli alleati. Un soldato racconta come maturò la scelta di costituire con questi ultimi la divisione Garibaldi.
Diario di tre anni di vita militare, dove l'autore annota le marcee gli spostamenti in varie parti d'Italia e nei Balcani, le amicizie e gli incontri avvenuti durante le libere uscite, i problemi di approvvigionamento, i pericoli, e la felicità di ricevere notizie dei suoi cari. Il diario si conclude con il rientro a casa, nel settembre del 1943.
Soldato addetto al vettovagliamento nel 1940 l'autore è di stanza ad Albenga (SV) di supporto alle truppe impegnate nel fronte francese. Dopo il ritorno alla caserma base a Spoleto (PG) si imbarca per l'Albania operando in seconda linea a Paraboar. Vive il fronte contro i soldati greci all'ombra delle pendici del Bregu Juliei, assistendo alla visita del Duce per sollevare lo spirito dei soldati. Descrive l'eroismo degli alpini della Brigata Julia, i percorsi con i muli fra il tremendo fango argilloso, la situazione militare e la guerra di posizione contro i Greci. Dopo la ritirata dei Greci è assegnato al fronte jugoslavo, vivendo più da vicino la durezza de...
Nato in una famiglia dell'alta società torinese, ci racconta l'infanzia e l'adolescenza felici, la giovinezza dedicata alla difesa della patria e dei valori in cui crede, la guerra e la liberazione del proprio paese. L'appartenenza ad un elevato ceto sociale fa sì che il racconto introduca personaggi importanti e situazioni interessanti.
Un ufficiale emiliano inviato a Rodi nell'estate del 1943 racconta nel suo diario il crollo dell'Italia fascista e il dramma delle truppe abbandonate al loro destino sui fronti di guerra più sperduti, come quello dell'Egeo. L'armistizio dell'8 settembre porta allo scontro coi tedeschi, che hanno la meglio e imprigionano il tenente, determinato a non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Destinato a essere deportato nei campi di internamento del continente, nel febbraio 1944 riceve il congedo e continua da civile a lavorare per il Governo, restando sull'isola - non senza difficoltà e patimenti - fino all'estate del 1945. Rimpatriato sul finire di luglio,...