1980: l'autrice sta iniziando a frequentare Filosofia all'Università di Pavia quando inizia ad annotare nel diario le impressioni su questa nuova fase della sua vita e su quel periodo. Anni pieni di avvenimenti di cronaca tragici, dalla strage alla stazione di Bologna, il terremoto dell'Irpinia, le uccisioni delle Brigate Rosse, la comparsa dell'AIDS, l'attentato al Papa.
Ottavia nasce bambino in Brasile sul finire degli anni Sessanta ed è ancora molto giovane quando lascia la propria casa e inizia a percorrere una strada difficilissima, dove rischia più volte di non salvarsi. Conosce gli eccessi, commette errori che si trova a pagare, cerca di sopravvivere in ogni occasione e nonostante la durezza della sua vita non perde mai la capacità di essere solidale. In Italia da oltre trent'anni, nell'ultimo periodo ha dato una svolta positiva alla propria esistenza grazie all'aiuto di un'associazione e guarda con fiducia al proprio futuro.
Medico chirurgo specializzata in ginecologia e ostetricia, Chiara Castellani arriva in Africa nel 1991, dopo alcuni anni trascorsi in America Centrale al servizio dei bisognosi. La sua destinazione è Kimbau, piccola localiltà dell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) distante cinquecento chilometri dalla capitale Kinshasa. Le viene affidata l'impresa di dirigere l'ospedale locale, una struttura rimasta a lungo in abbandono e col grave problema della mancanza di acqua. Da questa esigenza nasce un progetto del quale Chiara parla con insistenza nelle lettere che invia a parenti, amici e colleghi: portare l’acqua dal fiume all’ospedale sfruttando...