Durante la Grande Guerra un soldato palermitano scrive alla moglie - prima dal fronte poi dalla prigionia - rassicurandola costantemente sul suo buono stato di salute, nonostante patisca spesso di un problema agli occhi. Il suo pensiero è sempre rivolto a lei e alle figlie, ha sete di notizie, amore e premura nei loro confronti. Molti anni dopo la sua morte, il nipote lo ricorda e riprende il suo epistolario, unendo alla trascrizione delle lettere ricordi dei nonni.
Una donna trentina ripercorre la propria vita lavorativa, iniziata a diciassette anni dopo aver lasciato gli studi e proseguita per quasi mezzo secolo, fino al pensionamento. Nel suo percorso professionale lavora come collaboratrice domestica, inserviente ospedaliera e cameriera e ricordando le proprie occupazioni dà spazio anche a riflessioni e pensieri, su di sé e sul lavoro svolto.
Un militare del vicentino - arruolatosi volontariamente non ancora ventenne per non pesare più sull'economia familiare - racconta la sua esperienza sotto le armi durante la Seconda guerra mondiale. Inviato in Russia, è coinvolto nella drammatica ritirata del Don e riesce a rientrare in Italia. Catturato dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, scappa evitando la prigionia e torna nella sua zona di origine. Disertore per la RSI, sfugge ai rastrellamenti fascisti, lavora per la Todt e sul finire del conflitto entra in contatto con la Resistenza.
Un giovane militare ligure racconta, a poca distanza dagli eventi, la sua esperienza di prigionia. In servizio a Pola al momento dell'armistizio dell'8 settembre 1943, è fatto prigioniero e internato nei campi tedeschi. Lavoratore coatto, viene occupato in fabbriche di zucchero e di mattoni, come boscaiolo e contadino. Arrivati i russi a fine aprile 1945 e terminata la guerra pochi giorni dopo, iniziano per lui lunghi mesi in attesa del rimpatrio, che finalmente arriva - dopo varie peripezie - nell'ottobre del medesimo anno.