Un ufficiale emiliano inviato a Rodi nell'estate del 1943 racconta nel suo diario il crollo dell'Italia fascista e il dramma delle truppe abbandonate al loro destino sui fronti di guerra più sperduti, come quello dell'Egeo. L'armistizio dell'8 settembre porta allo scontro coi tedeschi, che hanno la meglio e imprigionano il tenente, determinato a non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Destinato a essere deportato nei campi di internamento del continente, nel febbraio 1944 riceve il congedo e continua da civile a lavorare per il Governo, restando sull'isola - non senza difficoltà e patimenti - fino all'estate del 1945. Rimpatriato sul finire di luglio,...
Dalla fine degli anni Trenta e durante la Seconda guerra mondiale un ufficiale siciliano - che raggiunge il grado di generale - e la moglie corrispondono nei lunghi periodi di lontananza, scambiandosi principalmente notizie di carattere personale e familiare, con particolare attenzione ai tre figli e alla loro crescita. In servizio in diverse sedi sia in Italia sia all'estero, Francesco riesce talvolta a farsi raggiungere dalla famiglia. Nel corso del suo internamento in Germania le comunicazioni coi propri cari si interrompono a lungo, ma la notizia della sua liberazione restituisce serenità a moglie e figli, che attendono il suo ritorno a casa.
Un giovane militare ligure racconta, a poca distanza dagli eventi, la sua esperienza di prigionia. In servizio a Pola al momento dell'armistizio dell'8 settembre 1943, è fatto prigioniero e internato nei campi tedeschi. Lavoratore coatto, viene occupato in fabbriche di zucchero e di mattoni, come boscaiolo e contadino. Arrivati i russi a fine aprile 1945 e terminata la guerra pochi giorni dopo, iniziano per lui lunghi mesi in attesa del rimpatrio, che finalmente arriva - dopo varie peripezie - nell'ottobre del medesimo anno.
Un piemontese nato e cresciuto in una famiglia contadina racconta in una memoria gli anni dell'infanzia, il lavoro nei campi e le molteplici difficoltà da affrontare fin dalla più tenera età. Giovanissimo, è chiamato alle armi e inviato a combattere la Seconda guerra mondiale. Fatto prigioniero in Grecia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, è internato nei campi polacchi e tedeschi, dove sopravvive in condizioni disumane fino al rientro in Italia qualche mese dopo il termine del conflitto.
Un uomo nato in Puglia nei primi anni Venti e trasferitosi in gioventù a Milano scrive la propria memoria autobiografica. In servizio in Marina durante la Seconda guerra mondiale, è fatto prigioniero dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e internato in Germania, dov'è subito avviato al lavoro coatto. Nel dopoguerra riesce a stabilizzare la propria condizione lavorativa, si sposa e diventa padre di due figli. La cronaca delle sue vicende personali e familiari prosegue anno dopo anno, fino ai suoi ultimi mesi di vita.