Sul finire degli anni Trenta, un ufficiale piemontese presta servizio nell'Africa Orientale Italiana. La sua permanenza in Etiopia si protrae fino al 1941, quando è fatto prigioniero dagli inglesi. In una lunga memoria racconta luoghi, incontri, usanze, eventi bellici e fatti salienti della sua esperienza africana, durante la quale cerca sempre di compiere il proprio dovere.
Durante la Seconda guerra mondiale, un tenente veterinario marchigiano presta servizio in Libia. Il racconto della sua esperienza è anche cronaca delle progressive difficoltà della guerra - fino alla ritirata che segna la vittoria inglese - e descrizione dei luoghi che ha la possibilità di conoscere nello svolgimento delle sue mansioni. Rientra in Italia nel gennaio del 1943 e può così riabbracciare i propri cari.
Un tenente torinese scrive un dettagliato resoconto della Ritirata di Caporetto, descritta in parte in un rapporto presentato al comandante del proprio reggimento e in parte in una memoria redatta a distanza di pochi mesi dagli eventi. La sua scrittura descrive il ripiegamento, le condizioni dei luoghi, il dramma dei profughi, lo spirito e il morale delle truppe.
Un ufficiale emiliano inviato a Rodi nell'estate del 1943 racconta nel suo diario il crollo dell'Italia fascista e il dramma delle truppe abbandonate al loro destino sui fronti di guerra più sperduti, come quello dell'Egeo. L'armistizio dell'8 settembre porta allo scontro coi tedeschi, che hanno la meglio e imprigionano il tenente, determinato a non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Destinato a essere deportato nei campi di internamento del continente, nel febbraio 1944 riceve il congedo e continua da civile a lavorare per il Governo, restando sull'isola - non senza difficoltà e patimenti - fino all'estate del 1945. Rimpatriato sul finire di luglio,...