Una pensionata ebrea, che da anni vive in una Casa di riposo, annota i piccoli grandi eventi di ogni giorno: gli incontri con studenti nelle scuole, le visite agli amici, gli scambi di opinioni, con giovani e non, sulla condizione ebraica attuale.
Attraverso alcune pagine di diario, un uomo ripercorre il 2020, anno iniziato per lui sotto i migliori auspici e condizionato poi dall'emergenza Covid-19. Nonostante le restrizioni e le difficoltà legate al lockdown - tra le quali l'esperienza della madre in casa di riposo - riesce a coltivare le relazioni personali e gli interessi culturali.
Unica femmina di sei figli l'autrice vive emarginata fin dall'infanzia per problemi di udito. Una vita di ristrettezze economiche ed affettive segnata dalle liti tra i genitori, dall'affidamento agli zii di Torino, dalle violenze, dal dramma del terremoto e dalla morte della madre. Le conquiste maschili, la fuga con il fidanzato scelto dalla madre ed il conseguente matrimonio riparatore, l'inizio di una vita senza pensieri a fianco del figlio e del marito. Il racconto prosegue con il ricordo delle settimane passate da sola, il desiderio di compagnia e l'accoglienza in casa prima della cognata e poi di un'amica con tre figli: da qui deriva il riavvicinamento...
Una novantenne veneta nata al debutto degli anni Trenta racconta episodi significativi della propria vita a partire dall'infanzia, segnata dalla prematura scomparsa della madre. La scrittura dei suoi ricordi è stimolata dal frequentare l'Università della terza età, nel cui percorso di incontri condivide la propria storia.