Appena ventenne viene chiamato alle armi e, dopo un anno di addestramento, mandato nei Balcani dove viene fatto prigioniero. Tenta più volte la fuga, l'ultimo tentativo, dopo il 25 luglio 1943, andrà a buon fine e dopo un mese sarà a casa a Torino. Dopo l'8 settembre 1943 decide di nascondersi in montagna: una generosa famiglia di contadini lo ospita per qualche mese fino a quando l'azienda di cui era dipendente lo richiederà al lavoro.
Una donna veneta nata sul finire della Grande Guerra scrive una memoria autobiografica dove ripercorre la propria storia personale e familiare, condividendo gioie e dolori di una vita lunga e ricca di avvenimenti. Staffetta partigiana durante il secondo conflitto mondiale, si impegna fin da giovanissima nell'associazionismo cattolico.
Bernardina e Vittorio sono due giovani veneti - fidanzati prima e sposi poi - che si scambiano quasi trecento lettere, soprattutto nel corso della Seconda guerra mondiale, durante la quale lui combatte in Albania, Grecia e Russia. Per lunghi mesi la coppia è costretta a restare lontana, con l’eccezione di qualche rara licenza che porta sempre a una nuova gravidanza e talvolta a dover affrontare il dolore per la morte prematura di un figlio. La loro corrispondenza ospita l'amore coniugale e filiale, ma anche le tante difficoltà quotidiane affrontate da entrambi, tra guerra e miseria. Le lettere di Vittorio si interrompono il 6 gennaio 1943. Bernardina, di nuo...