Una donna messicana in Italia da trent'anni racconta il suo amore per la musica - che l'ha aiutata a superare la nostalgia di casa - e dedica alla madre una canzone di Roberto Carlos Braga.
Ricordi e vicende personali, pensieri, racconti di un'artista torinese raccolti per oltre quindici anni in un diario che accoglie anche articoli di suo interesse, musica, commenti sull'attualità.
Un pianista, violinista, compositore e direttore d'orchestra nato negli anni Venti racconta episodi della propria vita a partire dall'infanzia. Di origini ebraiche da parte di madre, subisce le leggi razziali durante il fascismo, di cui è un forte oppositore. La sua lunga carriera musicale è ricca di soddisfazioni, incontri importanti e incarichi prestigiosi.
Natale e Ferragosto sono le date iconiche che, in questo diario che copre oltre quattro decenni di vita dell'autore, scandiscono il passare degli anni e, con essi, la trasformazione e la decadenza del corpo, del tessuto sociale, della scuola, del sistema valoriale. La ricerca spasmodica del piacere non arricchisce l'anima mentre, con il trascorrere del tempo, finisce col deprivare il protagonista dell’irrinunciabile prospettiva narcisistica del suo "potere" di seduzione; la cultura come pretesto per allontanarsi dal reale induce un nichilismo che non dà tregua e spinge a nuove avventure con l'unico fine di "far rifiorire in continuazione il proprio angolo di...
Una donna torinese nata nei primi anni Trenta ripercorre due decenni della sua vita, a partire dal 1946. La scuola, lo studio della musica e del canto, il periodo universitario, il lavoro da insegnante e gli impegni artistici, i legami familiari e il matrimonio sono i temi principali del suo racconto autobiografico.
Estremi cronologici
1946
-1967
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 2020-2022
Fine presunta: 2020-2022