L'autore è nato in Casentino nel 1913. Dopo l'8 settembre 1943, trovandosi militare ad Atene, viene deportato in Germania. AL suo rifiuto di collaborare con i tedeschi viene fatto prigioniero e trasferito in vari campi di concentramento, dove subisce maltrattamenti e dove soffre tanta fame. Racconta episodi raccapriccianti di celle crudeltà viste. Il 7 aprile 1945 un pesante bombardamento distrugge la pista di lancio che i prigionieri stanno costruendo: questo segna la fine della prigionia con la fuga dei tedeschi e il loro passaggio sotto l'autorità degli Inglesi.
Con l'emanazione delle leggi razziali italiane nel 1938 l'autore e la sua famiglia di origine ebraica sono costretti a cercare rifugio per scampare alla deportazione. Mentre stanno cercando di espatriare in Svizzera vengono arrestati e, dopo vari trasferimenti in diversi carceri italiani, deportati. La famiglia viene divisa; l'autore è condotto insieme al fratello a Buchenwald, mentre il resto dei loro cari ad Auschwitz.
La memoria di un ebreo ottantenne sopravvissuto allo sterminio nazista: dalla Grecia dove vive con la famiglia ad Auschwitz, dove, per sopravvivere, è costretto a far parte di un sonderkommando, squadra addetta alla pulizia dei forni crematori. Una lotta per la sopravvivenza fisica e psicologica, che si conclude con la liberazione.
Nello stesso anno in cui viene celebrato il processo al gerarca nazista Adolf Eichmann, una donna inizia a raccogliere le proprie memorie in un piccolo quadernetto di scuola. Tra quelle pagine si affastellano le angosce, la disperazione e il dolore provate durante la deportazione e l'internamento, attraverso la cronistoria degli avvenimenti che hanno scandito la vicenda di una vita e che riflettono quella di altre milioni. Dall'arresto a Genova sino all'arrivo nel campo di Birkenau, attraverso la perdita degli affetti più cari, le torture fisiche e le mortificazioni psicologiche volte all'annientamento dell'individuo.