Emigrazione in Sudamerica e ritorno in Italia di una famiglia di lavoratori, unita intorno alla figura del padre contadino, sullo sfondo di molte vicissitudini particolari e generali, nell'epoca che va dalla seconda guerra mondiale ad oggi.
Un uomo, nato in una famiglia contadina dell'Appennino Tosco-Romagnolo ai primi del Novecento, racconta la sua vita dall'infanzia alla fine del secondo conflitto mondiale. Figlio di un soldato della Grande Guerra, frequenta la scuola elementare e si dedica alle occupazioni agricole, contribuendo così fin da piccolo al sostentamento della famiglia. A circa trent'anni riprende gli studi, completa il percorso superiore e ottiene un posto da segretario comunale nel suo paese natale, Casteldelci (RN). Nel frattempo, la Seconda guerra mondiale allunga le sue ombre fino alla provincia più remota e dall’armistizio dell’8 settembre 1943 il territorio castellano diven...
Estremi cronologici
Inzio: 1909
Fine presunta: 1944-1945
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 1990-1999
Fine presunta: 1990-1999
L'autrice presenta questo viaggio nelle vicissitudini della sua genealogia come una personale necessità "Per recuperare la memoria storica della mia famiglia e mia"; e nel rievocare le vicende famigliari rievoca anche le piccole e grandi vicende che hanno caratterizzato la quotidianità del nostro popolo nel corso del Novecento.
Per contrastare la solitudine scaturita dell'isolamento imposto dalle norme contro la pandemia, nove donne, facenti parte del gruppo "Libri...amo", sostituiscono gli ormai impossibili incontri di lettura ad alta voce con una forma di corrispondenza tramite WhatsApp o e-mail: su suggerimento di una di loro iniziano a scrivere "raccontandosi" reciprocamente col fine di condividere ricordi ed emozioni. Insieme al vissuto di queste signore, emerge un interessante affresco della cultura sarda ed il risultato è un testo fresco e di piacevole lettura.
Una donna iraniana venuta in Italia a visitare i figli non può fare rientro a casa a causa della "Rivoluzione di Jina", scoppiata nel 2022. Durante le proteste, infatti, si tiene in contatto con alcuni amici rimasti in Iran e quando questi vengono arrestati anche lei è in pericolo. La decisione obbligata di restare a Roma è per lei l'inizio di una nuova vita, inizialmente complicata sia dal punto di vista pratico sia emotivo, ma poi trova attraverso l'arte la strada per esprimersi, raccontare la sua storia e condividere momenti difficili del suo passato di donna, moglie e madre.
Una donna afghana lascia per la prima volta il proprio Paese a cinque anni, quando prendono il potere i talebani e la sua famiglia si sposta in Iran. Caduto il regime, ritorna in Afghanistan, dove si stabilisce e vive per i successivi vent'anni, con periodi trascorsi in Iran per motivi di studio. Docente universitaria, consulente e parte attiva di un'organizzazione intergovernativa a sostegno della democrazia, si impegna soprattutto a favore delle donne, per un miglioramento delle loro condizioni di vita. Il ritorno al governo dei talebani rappresenta un traumatico passo indietro per il Paese e per le donne, ma la missione umanitaria e politica di Somayyeh c...