Durante la pandemia di Covid-19, un magistrato scrive una memoria della propria vita, ripercorrendola fin dall'infanzia, vissuta nel periodo del secondo conflitto mondiale. Nella sua testimonianza trovano spazio la famiglia, la guerra, gli anni di studio, le amicizie, le esperienze di lavoro - dai primi incarichi all'elezione al Consiglio Superiore della Magistratura - e l'impegno politico.
Una donna dell'aretino racconta un vissuto personale e familiare caratterizzato dai maltrattamenti subiti dal marito. Sposatasi giovanissima, diventa madre l'anno successivo al matrimonio e per non perdere il figlio sopporta una situazione che si fa sempre più dura e verso la quale si verifica una generale indifferenza. Più volte in cerca di aiuto e più volte rimasta delusa, cresciuto il figlio riesce a risollevarsi: con grande forza di volontà, attraverso un percorso di cura, il lavoro e l'impegno politico conquista la libertà personale. Gli anni del matrimonio e un'epoca più recente e nuova sono i tempi di un racconto fortemente introspettivo e comunicativ...
Estremi cronologici
Inzio: 1965
Fine presunta: 2008-2020
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 1970-1979
Fine presunta: 2008-2023
Ventisei anni di vita racchiusi in altrettante agende, scritte con inchiostri colorati, arricchite da disegni, fotografie, cartoline e ritagli di giornale: Linda inizia a scrivere da bambina, mentre frequenta la scuola elementare, e continua costantemente quasi come in un processo di formazione identitaria e di passaggio verso l'età adulta. La sua pratica autobiografica rappresenta un tratto distintivo delle generazioni di adolescenti che si sono succedute tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento, che hanno cominciato a scrivere di sé sui diari di scuola, sulle agende che potevano servire anche per appuntare i compiti, ma non solo. Studentessa d'arte, a...
Estremi cronologici
1983
-2009
Tempo della scrittura
1983
-2020
Tipologia testuale
Diario
Natura del testo in sede
Originale autografo: 1
Allegati
Integrazione
Fotografie
Un uomo ricorda gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, vissute tra Africa e Italia. Nato in Maremma a metà degli anni Trenta, raggiunge con la madre e il fratello il padre in Etiopia pochi mesi prima dell'entrata in guerra dell'Italia. Le vicende del conflitto lo portano a diventare prima internato civile e poi profugo, col rientro in patria nel 1942 cui segue un periodo trascorso prevalentemente in Toscana. Nel 1950 è di nuovo in Africa, dove trascorre quattro anni prima del ritorno definitivo in Italia.