Un tenore giramondo scrive alla famiglia della moglie che si trova a Brescia. La sua bravura lo porterà a essere scritturato presso la corte spagnola - dove vivrà alterne fortune a causa della incerta situazione politica - a cantare in vari allestimenti presso la Scala e la Fenice, e a lavorare per i maestri Rossini, Mercadante, Donizetti.
Raccontare ai nipoti la bellezza e la ricchezza dell'umanità del loro nonno: ecco il fine dello scritto di don Marco che rievoca con tenerezza e semplicità il rapporto, intimo e bello, con suo padre ma anche con i Bepini, come erano chiamati, nell'ambito famigliare e amicale, i suoi amatissimi genitori.
Da povero contadino a commerciante in oro, l'autore, raggiunta la sicurezza economica, può finalmente dedicarsi al calcio, sua grande passione sin da ragazzo, seguendo il Milan, la squadra del cuore, e la nazionale italiana: soddisfa così anche il desiderio di viaggiare e visitare paesi lontani.
Una donna torinese nata nei primi anni Trenta ripercorre due decenni della sua vita, a partire dal 1946. La scuola, lo studio della musica e del canto, il periodo universitario, il lavoro da insegnante e gli impegni artistici, i legami familiari e il matrimonio sono i temi principali del suo racconto autobiografico.
Estremi cronologici
1946
-1967
Tempo della scrittura
Inizio presunto: 2020-2022
Fine presunta: 2020-2022