Un piemontese racconta la propria vita dall'infanzia ai sessant'anni circa. Nato nel 1880 in una famiglia benestante che però non mantiene il proprio status, conduce fin da piccolo una vita tumultuosa. Abbandonato ancora bambino il collegio non termina gli studi nonostante un breve ritorno a scuola qualche anno dopo e svolge diversi lavori per sopravvivere, arruolandosi anche nella Cavalleria. Congedato, cerca fortuna in Argentina, dove emigra a inizio Novecento senza però riuscire a dare una vera svolta alla propria vita. Un breve ritorno in Italia per il matrimonio e poi di nuovo in Sud America, con la parentesi della Grande Guerra e della risposta positiv...
Una nobildonna veneta racconta circa mezzo secolo della sua vita attraverso diari, memorie e lettere che si collocano a cavallo tra Ottocento e Novecento e che scrive a partire dai dodici anni, quando inizia il suo diario dedicandolo all'angelo custode. I suoi scritti autobiografici sono una cronaca fittissima di una quotidianità che ha nella famiglia il nucleo centrale e che è caratterizzata da una profonda cultura e dedizione all'arte e alla conoscenza. Istruita da precettori, sviluppa fin da piccola una viva curiosità intellettuale, parla e scrive fluentemente diverse lingue, coltiva la passione per la lettura e si dedica con successo a pittura e scultura...
In un giorno di ferie, una donna veronese si reca a visitare un museo della propria città e racconta le emozioni vissute sala dopo sala e... piano dopo piano.
Una donna trentina ripercorre la propria vita lavorativa, iniziata a diciassette anni dopo aver lasciato gli studi e proseguita per quasi mezzo secolo, fino al pensionamento. Nel suo percorso professionale lavora come collaboratrice domestica, inserviente ospedaliera e cameriera e ricordando le proprie occupazioni dà spazio anche a riflessioni e pensieri, su di sé e sul lavoro svolto.
Un militare del vicentino - arruolatosi volontariamente non ancora ventenne per non pesare più sull'economia familiare - racconta la sua esperienza sotto le armi durante la Seconda guerra mondiale. Inviato in Russia, è coinvolto nella drammatica ritirata del Don e riesce a rientrare in Italia. Catturato dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, scappa evitando la prigionia e torna nella sua zona di origine. Disertore per la RSI, sfugge ai rastrellamenti fascisti, lavora per la Todt e sul finire del conflitto entra in contatto con la Resistenza.
Un veneziano nato sul finire degli anni Trenta ripercorre la propria vita e ne racconta episodi significativi di carattere personale e professionale. I suoi ricordi hanno inizio nel periodo dell'infanzia e la narrazione prosegue fino alla soglia dei novant'anni.